
Il mondo ha assisto inerme alla morte della venticinquenne spagnola Noelia Castillos Ramos. A niente è valsa la battaglia del padre per cercare di salvarla dalle braccia del tristo mietitore. Alla ragazza, disabile e affetta da depressione dopo aver subito uno stupro di gruppo perpetrato da clandestini africani, invece della cura è stata offerta la morte.
La storia è paradigmatica di un modello che viene applicato a numerose altre condizioni bordeline. Purtroppo casi del genere sono molto più frequenti di ciò che i giornali facciano trapelare. Quello che si perde di vista è il pattern:
La donna è stata lasciata sola in tutti gli ambiti. Sicurezza, lavoro, fragilità economica sono le armi grazie alle quali, dopo averla isolata dalla famiglia, viene resa sempre più fragile fino alla pietosa “offerta” di essere soppressa, non per la propria sofferenza ma perchè è diventata soltanto un costo. Si tratta dell’epilogo perfetto per un percorso di parcellizzazione della società dettata dai sistemi moderni e che punta ad un obiettivo preciso: lo sfruttamento per poi chiudere appena possibile il “caso” nella maniera “più pulita” possibile, quasi antisettica.
Non è un caso se in pieno lockdown sia esplosa la moda di “Only Fans”, dove la donna è stata incoraggiata a prendere una strada di prostituzione sociale, sfruttandone la carica erotica, per propagandare una vita sociale avulsa dal reale, per poi gettarla nel cestino social nel momento in cui l’intelligenza artificiale ha preso piede (post lockdown). Cosa farsene di un soggetto che ha venduto sé stesso per pochi dollari, quando invece la funzione di sfogatoio sessuale può essere adempiuta più efficacemente da una fidanzata virtuale che costa meno ed evita ogni tipo di compromissione con un essere reale, per quanto disposto ad ogni abiezione, dai piedini in poi?
Torniamo quindi al 2022, quando un’inchiesta del The Guardian ha evidenziato come nel Regno Unito le donne con disabilità siano particolarmente esposte al fenomeno dello sfruttamento, subendo una doppia vulnerabilità legata sia al genere che alla condizione di limitata capacità di intendere e volere.
La regola è sempre la stessa: sfruttare il fragile in una politica dell’usa e getta, che presuppone la soluzione finale per il debole in una logica di contratto. Non a caso anche per via politica si sta cercando, da anni ormai, l’apertura di una finestra di Overton, dove la pedofilia e pedopornografia vengono sdoganate. Il Paese europeo a fare il primo passo verso una direzione – che di libertario ha ben poco – per preferire invece con forza un modello dove il più forte sottomette il più debole alle sue volontà, è stata l’Olanda con la fondazione del partito “Amore fraterno, libertà…” ecc.
L’inchiesta del The Guardian è stata tradotta in italiano da Valentina De Vivo, che in una videointervista a WordNews.it ha approfondito i temi emersi: dall’abuso di potere alla violenza sessuale, fino al ritorno in Europa di pratiche come le sterilizzazioni forzate sulle donne disabili. Un’analisi che richiama anche la situazione italiana, dove i dati ISTAT mostrano una realtà tutt’altro che rassicurante.
«Lo stupro è considerato un’arma di guerra», afferma Valentina De Vivo citando la Convenzione delle Nazioni Unite: «Lo stupro è al pari di un’arma per distruggere un essere umano».
Bisogna ora capire: chi fa la guerra a chi?
Fonte: Alessio Di Florio (www.censurati.it)

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